Pompe di calore

Una pompa di calore deve funzionare in continuo a bassa temperatura?

Risposta rapida

In una casa discretamente isolata, la pompa di calore costa meno quando funziona in continuo alla temperatura di mandata più bassa che mantiene confortevoli gli ambienti: ogni 1 °C in meno di temperatura di mandata migliora il rendimento di circa il 2–3%. Forti abbassamenti notturni impongono al mattino un recupero ad alta temperatura che di solito annulla il risparmio. Un abbassamento contenuto di 1–2 °C è il compromesso ragionevole; solo gli edifici con molte dispersioni e bassa inerzia termica traggono vantaggio dallo spegnimento.

Immagine di copertina: Una pompa di calore deve funzionare in continuo a bassa temperatura?

Perché il funzionamento lento e a bassa temperatura è più efficiente per una pompa di calore?

Perché il rendimento della pompa di calore dipende dal salto di temperatura tra l'aria esterna e l'acqua prodotta. Il funzionamento in continuo permette all'unità di coprire il carico dell'edificio con la più bassa temperatura di mandata possibile, e ogni grado in meno di temperatura di mandata aumenta il rendimento di circa il 2–3%. Il funzionamento intermittente agisce al contrario: per riscaldare rapidamente una casa raffreddata, la pompa di calore deve produrre acqua più calda con un COP peggiore, proprio quando le temperature esterne sono più basse. Questo ribalta la logica che i proprietari hanno imparato con le caldaie a gas, il cui rendimento cambia poco con la temperatura di uscita: la caldaia premia lo spegnimento, la pompa di calore premia il funzionamento alla più bassa temperatura di mandata praticabile. Il funzionamento continuo significa anche meno avviamenti del compressore, che sono gli eventi di usura che accorciano la vita dell'unità, e temperature ambiente più stabili.

Far funzionare la pompa di calore 24/7 non consuma più energia che spegnerla?

Un edificio disperde calore in proporzione alla differenza di temperatura tra interno ed esterno, quindi lasciar raffreddare la casa di notte riduce davvero le dispersioni: il risparmio dell'abbassamento notturno è reale. Il problema è il costo del recupero: ogni kWh di calore perso dall'edificio va reintegrato al mattino, a una temperatura di mandata più alta e quindi con un COP più basso, spesso nelle ore più fredde della giornata. In un edificio ben isolato e ad alta inerzia termica la temperatura notturna scende appena, quindi l'abbassamento fa risparmiare poco calore mentre il recupero richiede comunque un funzionamento a pieno regime: vince il funzionamento continuo. In un edificio poco isolato e leggero il calo notturno è ampio e rapido, le dispersioni risparmiate superano la penalità del recupero e vince l'abbassamento (o il periodo di spegnimento). La fisica non indica una risposta universale: la indica l'edificio.

Tipo di edificioRaffreddamento notturnoStrategia migliore
Ben isolato, riscaldamento a pavimento (alta inerzia termica)~1 °CFunzionamento continuo con regolazione climatica
Ben isolato, radiatori1–2 °CFunzionamento continuo o abbassamento contenuto di 1 °C
Isolamento medio, radiatori2–3 °CAbbassamento notturno contenuto di 1–2 °C
Poco isolato, leggero3 °C +Abbassamento più marcato o fasce di spegnimento programmate

Quando un abbassamento ha chiaramente senso?

In tre casi. Assenze prolungate: per un nucleo familiare fuori casa per 10 ore o per una vacanza, il risparmio cumulato sulle dispersioni supera qualsiasi penalità di recupero; si usi un abbassamento moderato anziché lo spegnimento completo, in modo che il recupero resti nella zona di comfort a bassa temperatura dell'unità. Edifici con molte dispersioni: dove una pompa di calore serve una casa datata e non isolata, il calore immesso si disperde rapidamente e mantenere la temperatura 24 ore su 24 è costoso. Tariffe a fasce orarie: spostare le ore di funzionamento lontano dall'elettricità più cara può compensare una piccola penalità di COP; si preriscalda la casa in fascia economica e si prosegue per inerzia nella fascia costosa, una strategia che si abbina naturalmente alla scelta della tariffa elettrica giusta.

Come cambia il quadro con lo sbrinamento?

A sfavore degli abbassamenti marcati. Un recupero mattutino concentra la massima potenza nelle ore più fredde e umide, proprio le condizioni in cui un'unità ad aria deve interrompersi per eseguire il ciclo di sbrinamento. Più potenza significa più accumulo di brina e sbrinamenti più frequenti, ciascuno dei quali sottrae calore al circuito di riscaldamento. Distribuire la stessa energia giornaliera su 24 ore di funzionamento dolce mantiene bassa la potenza durante la fascia a rischio di brina e rende più rare le interruzioni per sbrinamento.

Quali impostazioni usare in pratica?

Faccia funzionare l'unità con la regolazione climatica, con la curva impostata il più in basso possibile compatibilmente con il comfort: il metodo di taratura è descritto in come impostare la curva climatica. Programmi un abbassamento notturno contenuto di 1–2 °C se il suo edificio si raffredda in modo apprezzabile e rinunci agli abbassamenti marcati, a meno che la casa non abbia davvero molte dispersioni. Lasci in prova ciascuna programmazione per almeno una settimana e confronti i consumi misurati con condizioni meteo simili: sono i kWh misurati, non l'intuito, a chiudere la questione per la sua casa.

Domande frequenti

Devo spegnere la pompa di calore di notte?

In genere no. Un abbassamento contenuto di 1–2 °C coglie gran parte del risparmio notturno senza imporre al mattino un recupero forzato con scarso rendimento. Lo spegnimento completo conviene solo negli edifici poco isolati e leggeri o durante assenze più lunghe.

Il funzionamento continuo usura più in fretta la pompa di calore?

No, al contrario. L'usura del compressore dipende soprattutto da avviamenti e arresti, non dalle ore di funzionamento dolce e modulato. Cicli lunghi e regolari a carico parziale sono il regime per cui le pompe di calore sono progettate e quello associato alla maggiore durata utile.

Costa meno mantenere la casa alla stessa temperatura 24/7?

In una casa ben isolata, di fatto sì: la dispersione aggiuntiva dovuta al mantenimento della temperatura è piccola ed evitare il recupero ad alta temperatura di mandata preserva il rendimento della pompa di calore. In una casa con molte dispersioni l'equilibrio si inverte e un abbassamento fa risparmiare nonostante la penalità del recupero.

Perché la mia pompa di calore costa di più da quando uso le fasce orarie programmate?

Le fasce orarie costringono l'unità a riscaldare una casa raffreddata con brevi picchi intensi ad alta temperatura di mandata, la modalità meno efficiente, e spesso nelle ore più fredde con frequenti sbrinamenti. Tornare al funzionamento continuo con regolazione climatica e un abbassamento contenuto di solito riduce i consumi.

Fonti e approfondimenti

L'autore

Ingegneria delle pompe di calore