Il Solar Keymark è il marchio europeo volontario di certificazione per i prodotti solari termici e per un produttore significa tre cose: prove indipendenti di laboratorio secondo EN 12975 ed EN 12976, un riesame formale da parte di un organismo di certificazione e, la parte che chi è esterno sottovaluta, convivere con audit in fabbrica e controlli sui prodotti per tutto il tempo in cui il prodotto reca il marchio. Questa guida ripercorre il processo dal punto di vista del produttore.
Che cos'è la certificazione Solar Keymark?
Il Keymark è stato lanciato nel 2003 dal Comitato europeo di normazione (CEN) insieme alla Federazione europea dell'industria solare termica (ESTIF), con uno scopo chiaro: permettere ai prodotti solari termici certificati di circolare liberamente nei mercati europei garantendo ai consumatori criteri rigorosi di sicurezza, efficienza e durata. La nostra voce di glossario su Solar Keymark tratta il contesto generale; qui ci concentriamo su ciò che la certificazione richiede concretamente.
Come ottiene il Keymark un prodotto?
Il processo inizia con un laboratorio di prova indipendente e accreditato. I collettori sono provati secondo EN 12975 e i sistemi prefabbricati secondo EN 12976, con una serie di prove standardizzate che valutano prestazioni termiche, integrità strutturale, resistenza agli agenti atmosferici e durata complessiva, simulando le condizioni reali per dimostrare l'affidabilità nel lungo periodo. Gli stessi riferimenti valgono per tutte le famiglie di collettori, dai modelli piani agli ibridi PVT.
I risultati di laboratorio passano poi a un organismo di certificazione accreditato, che esamina documentazione tecnica, dati sui materiali ed etichettatura del prodotto rispetto a ogni requisito obbligatorio. Solo i prodotti che superano questa fase di verifica ottengono il marchio.
Che cosa succede dopo il rilascio del certificato?
La certificazione non è un evento unico. I produttori devono gestire un sistema di controllo di produzione in fabbrica (Factory Production Control, FPC), esso stesso soggetto ad audit periodici, comprese ispezioni annuali in fabbrica e prove a campione sui prodotti che verificano che la produzione sia ancora conforme ai campioni provati e approvati.
La disciplina documentale conta altrettanto: qualsiasi modifica a un prodotto certificato deve essere segnalata tempestivamente e in alcuni casi comporta nuove prove o un'estensione della certificazione. Registrazioni meticolose delle modifiche di prodotto sono una condizione per restare certificati, non un extra facoltativo.
Che cosa forniscono sul campo i prodotti certificati?
| Progetto | Località | Risultato riportato | |---------|----------|------------------| | Impianto di teleriscaldamento solare di Silkeborg | Danimarca | Copre circa il 20% del fabbisogno annuo di riscaldamento di 21.000 famiglie |
Grandi progetti come questo si basano su collettori certificati Keymark, perché il certificato fornisce dati di prestazione verificati ed è la condizione abituale di ammissibilità nell'ambito delle politiche energetiche regionali.
Perché lo sforzo ripaga?
Per i produttori il Keymark è uno strumento di accesso al mercato: molti Paesi europei richiedono o privilegiano prodotti certificati nelle gare pubbliche, negli incentivi governativi e nei programmi di rimborso, e il marchio serve da prova accettata di conformità, evitando dimostrazioni ripetute di conformità Paese per Paese. Sostiene inoltre il posizionamento premium, segnalando un impegno verificato per qualità e sostenibilità.
Per installatori e progettisti, i prodotti certificati sono corredati di dati di prestazione verificati da terzi, il che riduce il rischio della progettazione dell'impianto, mantiene i clienti idonei agli incentivi finanziari e migliora i risultati dei progetti. Restare aggiornati sulle novità della Solar Keymark Network fa parte del lavoro da entrambe le parti: norme, protocolli di prova e requisiti di mercato continuano a evolversi e i produttori che li seguono da vicino sono quelli che mantengono i propri certificati, e i propri mercati.



