Acquisti la classe B o C: la classe ErP di un bollitore è determinata unicamente dalla dispersione termica e a 200 L la classe C ammette al massimo 86 W di perdita continua di calore (circa 2,1 kWh al giorno), contro i 61 W della classe B. Paghi di più per la classe A o B solo se il bollitore è riscaldato con elettricità diretta o si trova fuori dall'involucro riscaldato.
Che cosa significa la classe energetica ErP di un bollitore?
La classe misura una cosa sola: la dispersione termica, cioè i watt di calore che l'accumulo cede continuamente all'ambiente mentre mantiene l'acqua calda nelle condizioni di prova. In base al Regolamento UE 812/2013, gli accumuli di acqua calda sono classificati da A+ a G su questo unico numero; la classe non dice nulla su dimensione del serpentino, velocità di ripristino o qualità costruttiva. L'etichetta è obbligatoria per gli accumuli fino a 500 litri, e gli accumuli più grandi pubblicano comunque nelle schede tecniche un valore dichiarato di dispersione termica e la relativa classe.
Poiché la perdita avviene 24 ore su 24, 365 giorni all'anno, piccole differenze di watt si accumulano: 25 W di dispersione in più sono circa 220 kWh in un anno; per la conversione completa si veda quanto calore perde un bollitore al giorno.
Come si calcola la classe energetica del bollitore?
Ogni classe è una formula, non un numero fisso: la dispersione termica ammessa S in watt cresce con il volume di accumulo V in litri, scalato con V^0,4, in modo che gli accumuli più grandi abbiano una soglia maggiore, ma non proporzionalmente maggiore.
| Classe | Dispersione termica massima S (W) |
|---|---|
| A+ | S < 5,5 + 3,16 × V^0,4 |
| A | S < 8,5 + 4,25 × V^0,4 |
| B | S < 12 + 5,93 × V^0,4 |
| C | S < 16,66 + 8,33 × V^0,4 |
| D | S < 21 + 10,33 × V^0,4 |
| E | S < 26 + 13,66 × V^0,4 |
| F | S < 31 + 16,66 × V^0,4 |
| G | S ≥ 31 + 16,66 × V^0,4 |
Esempio a 200 L (V^0,4 ≈ 8,33): la classe A richiede meno di 44 W, la classe B meno di 61 W, la classe C meno di 86 W e la classe D meno di 107 W. Il Regolamento Ecodesign 814/2013, complementare, fissa requisiti minimi di prestazione per gli scaldacqua e gli accumuli di acqua calda.
Quale classe raggiungono davvero gli accumuli reali?
I dati dei produttori mostrano l'andamento realistico. La gamma di accumuli inerziali Solibuffer di Solimpeks dichiara 54 W a 50 L, 62 W a 100 L, 74 W a 170 L e 85 W a 245 L (tutti in classe C), che salgono a 140 W (classe D) a 460 L e a 195–220 W (classe E) a 850–1.030 L. È tipico degli accumuli in acciaio ben isolati: i bollitori domestici piccoli e medi si collocano in classe B o C, mentre i grandi accumuli commerciali scivolano in D ed E semplicemente perché la superficie cresce più in fretta della soglia V^0,4. Si noti l'economia di scala nei dati: un volume venti volte maggiore disperde solo quattro volte più calore, quindi un grande accumulo batte diversi accumuli piccoli.
Quando un bollitore di classe C è la scelta razionale?
La classe C è razionale ogni volta che il calore che riempie l'accumulo costa poco o la perdita è in parte recuperata. A 200 L il divario tra B e C è di circa 25 W, ossia 0,6 kWh al giorno. Se una pompa di calore carica il bollitore con un COP di 3, il costo elettrico di quel divario si riduce a un terzo; se il solare termico copre il fabbisogno estivo, il calore marginale nella metà soleggiata dell'anno è sostanzialmente gratuito; e un bollitore collocato dentro l'involucro riscaldato restituisce ai locali circostanti gran parte della sua perdita invernale. Per contro, un isolamento di classe A (pannelli sotto vuoto o rivestimenti molto spessi) comporta un sovrapprezzo reale e un ingombro maggiore che potrebbero non ripagarsi mai. Un accumulo di classe C che resta caldo per un giorno o più non è un difetto di progetto.
Quando conviene pagare di più per la classe A o B?
Conviene una classe più alta quando ogni watt perso è fatturato a prezzo pieno: bollitori riscaldati da resistenza elettrica a immersione diretta, accumuli collocati in garage, sottotetti o locali tecnici non riscaldati, grandi volumi in cui i watt assoluti sono elevati e impianti che mantengono la temperatura giorno e notte per un anello di ricircolo, un impiego esaminato in come va controllato il ricircolo. Nei climi caldi il caso raddoppia, perché la dispersione estiva diventa un carico di raffrescamento. Con il riscaldamento dell'acqua che pesa circa il 15% del consumo energetico delle famiglie UE (Eurostat), la classe che sceglie determina una bolletta che pagherà ogni singolo giorno in cui l'accumulo è caldo.
Domande frequenti
Qual è una buona classe energetica per un bollitore?
La classe B o C è l'intervallo normale per un bollitore ben isolato di qualità fino a circa 300 L; la classe A è rara e in genere richiede un isolamento molto spesso o sottovuoto. I grandi accumuli inerziali oltre i 500 L hanno comunemente la classe D o E, perché la superficie cresce più in fretta della formula della soglia.
La classe ErP comprende il rendimento del serpentino o della resistenza a immersione?
No. Per un accumulo la classe riflette solo la dispersione termica, cioè il calore ceduto mentre si mantiene la temperatura. Superficie del serpentino, capacità di ripristino e rendimento della fonte di calore sono specifiche separate e non risultano dall'etichetta.
Un accumulo più grande ha sempre una classe energetica peggiore?
Non necessariamente, perché la soglia cresce con il volume elevato alla potenza 0,4. In pratica gli accumuli piccoli e medi raggiungono la classe B–C mentre i grandissimi accumuli si attestano su D–E; per litro accumulato, però, gli accumuli grandi perdono molto meno calore di quelli piccoli.
Quanta energia fa risparmiare la classe B rispetto alla classe C?
A 200 L la differenza di perdita massima è di circa 25 W, che equivalgono a circa 0,6 kWh al giorno, ovvero 220 kWh all'anno. Se ciò giustifichi il sovrapprezzo di acquisto dipende da come viene riscaldato l'accumulo e da dove si trova.
