Pompe di calore

Pompe di calore nell'industria: calore di processo più pulito e minore impronta di carbonio

Le pompe di calore industriali spostano il calore anziché generarlo con la combustione, fornendo da tre a cinque unità di energia termica per ogni unità di elettricità. Questa efficienza riduce fino al 50% il consumo energetico del riscaldamento di processo rispetto alle caldaie tradizionali, recupera il calore di scarto a bassa temperatura e riduce l'impronta di carbonio, mentre programmi UE come REPowerEU contribuiscono a finanziare il passaggio.

Pompe di calore nell'industria: calore di processo più pulito e minore impronta di carbonio

Le pompe di calore industriali non generano calore bruciando combustibile: estraggono il calore esistente da aria, acqua, terreno o flussi di scarto e lo spostano dove un processo ne ha bisogno. Fornendo da tre a cinque volte più energia termica dell'elettricità che consumano, riducono contemporaneamente bollette e impronta di carbonio, ed è per questo che stanno assumendo un ruolo centrale nelle strategie di decarbonizzazione industriale.

Come riducono le pompe di calore i costi energetici dell'industria?

La metrica chiave è il coefficiente di prestazione (COP): il rapporto tra calore fornito ed elettricità consumata. Poiché una pompa di calore trasferisce calore anziché crearlo, le unità industriali raggiungono abitualmente un COP da 3 a 5, cioè un'efficienza effettiva del 300–500%.

| Tecnologia di riscaldamento | Efficienza effettiva tipica | | --- | --- | | Caldaia a gas o a gasolio | inferiore al 100% | | Riscaldamento a resistenza elettrica | circa 100% | | Pompa di calore industriale | 300–500% (COP 3–5) |

Nelle applicazioni di riscaldamento di processo il passaggio può ridurre il consumo di energia fino al 50% rispetto ai sistemi tradizionali: una leva importante nelle industrie ad alta intensità energetica, dove riscaldamento e raffrescamento possono rappresentare quasi la metà del consumo energetico totale. Le pompe di calore richiedono anche meno manutenzione: meno parti in movimento e nessuna combustione in loco migliorano l'affidabilità operativa e riducono i costi di manutenzione.

Qual è l'impatto ambientale?

Trasferire calore anziché bruciare combustibile riduce alla fonte le emissioni di gas serra: una unità di elettricità sposta tre o più unità di calore, perciò il consumo diretto di combustibili fossili, e le emissioni a esso collegate, cala nettamente. Quando l'elettricità stessa proviene da fonti rinnovabili, il funzionamento della pompa di calore si svincola completamente da un approvvigionamento ad alta intensità di carbonio.

Altrettanto importante è la gestione circolare dell'energia: le pompe di calore recuperano il calore di scarto a bassa temperatura e ne innalzano la temperatura che altrimenti andrebbe perso, trasformandolo di nuovo in una risorsa utilizzabile. Questa combinazione è particolarmente preziosa nella trasformazione alimentare, nell'industria chimica e nel tessile, dove convergono pressione normativa e obiettivi di sostenibilità.

La tecnologia è pronta per i processi più esigenti?

Sì, e i recenti progressi hanno ampliato la gamma di applicazioni praticabili. Le moderne pompe di calore industriali usano refrigeranti a basso potenziale di riscaldamento globale, come il propano R290, e progetti di sistema migliorati forniscono le temperature di mandata più alte richieste dall'industria alimentare e dai processi chimici. Compressori a velocità variabile e regolazioni intelligenti consentono un adattamento preciso al carico e un'integrazione senza difficoltà con le rinnovabili in loco.

Progetti reali lo confermano. Arla Foods ha riferito di aver integrato pompe di calore per recuperare calore di scarto destinato a pastorizzazione e acqua calda, riducendo in modo significativo consumi energetici ed emissioni di CO₂, mentre progetti di teleriscaldamento nel Nord Europa hanno sostituito caldaie a combustibili fossili con pompe di calore di grande potenza alimentate da elettricità rinnovabile, fornendo calore sostenibile a migliaia di abitazioni e imprese.

Quali incentivi e politiche sostengono il passaggio?

Il contesto politico premia sempre più chi si muove per primo. Il piano REPowerEU dell'UE incanala miliardi di euro, in gran parte attraverso i piani nazionali di ripresa e resilienza, verso il riscaldamento da fonti rinnovabili e la decarbonizzazione industriale; programmi nazionali come i contributi BAFA in Germania e il Fonds Chaleur francese compensano i costi di installazione e accorciano i tempi di ritorno dell'investimento. Sul piano normativo, la direttiva UE sull'efficienza energetica impone obiettivi annuali di risparmio energetico e il prezzo del carbonio aumenta costantemente il costo di continuare a usare calore da fonti fossili: si veda la nostra guida su ETS2 e costi del riscaldamento.

Con i prezzi dell'energia in crescita e la tecnologia delle pompe di calore ad alta temperatura sempre più matura, i tempi di ritorno dell'investimento continuano ad accorciarsi. Le aziende che investono ora si portano in vantaggio sia rispetto alla normativa sia rispetto ai concorrenti. Per i fondamenti del funzionamento di questi sistemi, si veda la nostra guida completa alle pompe di calore.

pompe di calore industriali calore di processo decarbonizzazione efficienza energetica
L'autore

Prof. associato Dr., Università Necmettin Erbakan — Amministratore delegato e cofondatore, Innorma R&D

Condividi
in Ig f