Solare termico

Collettori piani o a tubi sottovuoto: qual è il migliore?

Risposta rapida

I collettori piani sono la scelta migliore per l'acqua calda sanitaria nei climi soleggiati e temperati: rendimento ottico più alto (0,75–0,82), maggiore robustezza e un costo per m² inferiore del 20–40%. I tubi sottovuoto prevalgono nei climi freddi e nelle applicazioni ad alta temperatura, fornendo il 20–30% di calore in più per m² quando il collettore deve lavorare molto sopra la temperatura ambiente.

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Qual è la differenza tra collettori piani e a tubi sottovuoto?

Un collettore piano isola con lana minerale e una copertura in vetro a basso tenore di ferro una lamiera assorbente a tutta larghezza; un collettore a tubi sottovuoto racchiude ogni striscia assorbente in un tubo di vetro sottovuoto. Il vuoto elimina del tutto le perdite per convezione, perciò i tubi trattengono meglio il calore con grandi differenze di temperatura, mentre l'ottica più semplice del collettore piano cattura in partenza una quota maggiore della radiazione incidente. Entrambe le soluzioni usano un rivestimento selettivo che assorbe oltre il 95% della radiazione solare riemettendo meno del 5% come perdita a infrarossi.

Questa unica differenza fisica, isolamento in aria contro vuoto, determina quasi ogni differenza pratica tra i due: profilo di rendimento, comportamento nei climi freddi, temperatura di stagnazione, robustezza e prezzo.

Quale tipo di collettore è più efficiente?

Alle basse differenze di temperatura tipiche dell'acqua calda sanitaria nei climi caldi e temperati, un collettore piano di qualità è più efficiente: rendimenti ottici certificati (η0) di 0,75–0,82, contro circa 0,60–0,75 per i collettori a tubi, misurati sull'area lorda (schede tecniche Solar Keymark). Quando il divario tra collettore e ambiente aumenta (tempo freddo, temperature obiettivo elevate) subentra il vuoto, e i tubi sottovuoto forniscono il 20–30% di calore in più per metro quadrato con freddo e sole basso.

L'unico modo onesto per confrontare due prodotti specifici è la curva di rendimento del collettore (η0, a1, a2) certificata, pubblicata con ogni certificato Solar Keymark, che riporta anche la produzione annua per località di riferimento da Atene a Stoccolma. Le schede commerciali citano i valori di picco; la scheda tecnica provata secondo ISO 9806 cita la fisica.

Collettore piano o a tubi sottovuoto: la tabella di confronto

CriterioCollettore pianoCollettore a tubi sottovuoto
Rendimento a ΔT basso (ACS, clima caldo)Più altoLeggermente inferiore
Rendimento a ΔT alto / clima freddoCala più in frettaSi mantiene: resa superiore del 20–30% per m²
Intervallo tipico di temperatura utileFino a ~90 °COttimo fino a 120 °C+
Temperatura di stagnazione~160–200 °CFino a ~300 °C
Robustezza alla grandine e meccanicaMolto robustoI singoli tubi possono rompersi (sostituibili)
Integrazione sul tettoComplanare, campo uniformeProfilo più ingombrante
Costo per m²InferioreSuperiore del 20–40%

Quale rende meglio in un clima freddo?

I tubi sottovuoto mantengono il rendimento quando fuori ci sono −10 °C e il collettore deve fornire 60 °C, proprio la condizione in cui le perdite a1/a2 di un collettore piano pesano di più. Per gli impianti combinati a supporto del riscaldamento degli ambienti in Scandinavia, nelle regioni montane o con inverni continentali, i tubi giustificano il sovrapprezzo. Due precisazioni temperano il vantaggio: la neve scivola dal vetro leggermente riscaldato di un collettore piano ma resta sulle superfici fredde dei tubi (il vuoto gioca contro), e la stagnazione dei tubi fino a ~300 °C sottopone il fluido a glicole propilenico (fluido solare) a uno stress termico molto maggiore: si veda la temperatura di stagnazione per capire perché questo conta per la manutenzione.

Quale conviene scegliere?

Si scelga il collettore piano quando il compito è l'acqua calda sanitaria in un clima soleggiato o temperato, la resistenza alla grandine è importante e il costo per kWh fornito è il criterio decisivo: per questo i collettori piani dominano il mercato tradizionale dalla Turchia alla Germania. Si scelgano i tubi sottovuoto per climi freddi, calore di processo ad alta temperatura o fabbisogni di riscaldamento combinato, oppure per tetti dove una superficie limitata deve produrre la massima resa invernale. Solimpeks produce collettori piani a Konya dal 2001 e li certifica secondo Solar Keymark, SRCC e TSE; il consiglio tecnico onesto resta: nessuno dei due tipi è migliore in assoluto. Decidono il clima e la temperatura obiettivo, e la curva di rendimento certificata risolve qualsiasi confronto specifico.

Domande frequenti

I tubi sottovuoto sono sempre più efficienti perché l'isolamento sottovuoto è migliore?

No. L'isolamento sottovuoto rende solo quando il collettore lavora ben sopra la temperatura ambiente. Per l'acqua calda di ogni giorno con differenze di temperatura moderate, un collettore piano di qualità converte più radiazione grazie alla sua ottica migliore: il suo η0 di 0,75–0,82 supera i valori tipici dei tubi.

I tubi sottovuoto funzionano meglio in inverno?

Per metro quadrato e con grandi differenze di temperatura sì: resa superiore del 20–30% con freddo e sole basso. Ma la neve rimane sul vetro freddo dei tubi mentre scivola via dai collettori piani, e nella maggior parte degli impianti per acqua calda un dimensionamento corretto influisce sulle prestazioni invernali più del tipo di collettore.

Quale tipo dura di più?

I collettori piani di qualità sono beni da 25–30 anni, senza componenti fragili. I tubi sottovuoto sono sostituibili singolarmente, ma i singoli tubi possono incrinarsi con la grandine o perdere gradualmente il vuoto, quindi ci si aspetti maggiore attenzione ai singoli componenti nel corso della vita dell'impianto.

Posso combinare collettori piani e a tubi in un unico impianto?

È possibile dal punto di vista idraulico ma non raccomandato. I due tipi di collettore hanno curve di rendimento e caratteristiche di portata diverse, quindi una centralina e una pompa in comune non possono farli lavorare entrambi al loro ottimo. Se proprio si devono combinare, si tenga ciascun tipo su un proprio campo e una propria centralina.

Fonti e approfondimenti

L'autore

Team Ingegneria di Solimpeks

Solare termico e ingegneria di sistema