Incentivi e mercati

Conto Termico 3.0: l'incentivo italiano per il riscaldamento da fonti rinnovabili (2026)

Risposta rapida

Il Conto Termico 3.0 è il contributo diretto italiano per il calore rinnovabile, erogato dal GSE e che copre fino al 65% dei costi ammissibili per pompe di calore, solare termico e sistemi ibridi, fino al 100% per scuole e ospedali pubblici. In vigore dal 25 dicembre 2025 con un budget annuo permanente di 900 milioni di euro, ammette ora anche le imprese e liquida in un'unica rata i contributi inferiori a 15.000 €.

Immagine di copertina: Conto Termico 3.0: l'incentivo italiano per il riscaldamento da fonti rinnovabili (2026)

Le regole degli incentivi cambiano nel corso del 2026: ogni cifra di questa guida è stata verificata a settembre 2026. Il Conto Termico 3.0 è entrato in vigore il 25 dicembre 2025 e le sue Regole Applicative sono ancora in fase di assestamento: confermi i valori attuali su gse.it prima di presentare domanda.

Che cos'è il Conto Termico 3.0 e in che cosa si differenzia da una detrazione fiscale?

Il Conto Termico 3.0 è il contributo diretto italiano per il calore rinnovabile, erogato dal gestore pubblico dell'energia GSE con bonifico bancario, non come credito d'imposta recuperato in più anni. Istituito dal DM 7 agosto 2025 (pubblicato in GU n. 224 del 26 settembre 2025), è entrato in vigore il 25 dicembre 2025; il portale per le domande potenziato (Portaltermico) è entrato in funzione il 2 febbraio 2026 ed è stato riaperto il 13 aprile 2026 dopo ulteriori aggiornamenti.

Tre caratteristiche lo distinguono dalle vie italiane basate sulla detrazione fiscale:

  • È una misura permanente con un budget annuo di 900 milioni di euro: non c'è alcuno stop improvviso a fine anno.
  • Garantisce liquidità in tempi rapidi: i contributi inferiori a 15.000 € arrivano in un'unica rata (la soglia era di soli 5.000 € con il Conto Termico 2.0); i contributi più grandi sono pagati in due-cinque rate annuali.
  • La copertura arriva fino al 65% dei costi ammissibili e al 100% per scuole pubbliche, ospedali pubblici ed edifici pubblici nei comuni con meno di 15.000 abitanti.

Quanto riconosce il Conto Termico 3.0 nel 2026?

Il sostegno arriva fino al 65% dei costi ammissibili, calcolato per tecnologia:

InterventoLivello di sostegnoCondizioni principali
Pompe di calore (sorgente aria, terreno o acqua)in genere 40–65% del costoFormula basata sull'energia; efficienza superiore ai minimi del Regolamento (UE) 813/2013
Solare termico (compreso il solare per il raffrescamento)importi per m², fino al 65%Fino a 2.500 m² di superficie lorda dei collettori; richiesto il Solar Keymark
Scaldacqua a pompa di calorefino al 65%In sostituzione di scaldacqua elettrici
Sistemi ibridifino al 65%Combinazioni pompa di calore + caldaia
Scuole pubbliche, ospedali, edifici pubblici di piccoli comunifino al 100%Comuni con meno di 15.000 abitanti

L'incentivo per le pompe di calore è calcolato a partire dall'energia termica prodotta moltiplicata per un coefficiente: in pratica recupera circa il 40–65% del costo dell'investimento a seconda della taglia e della zona climatica. Il solare termico è pagato per metro quadrato in base al tipo di collettore, con il massimale per un singolo intervento autonomo portato da 1.000 m² a 2.500 m² di superficie lorda: abbastanza per hotel, industria alimentare e reti di teleriscaldamento, e un notevole ampliamento del mercato del calore solare commerciale.

Ne derivano due conseguenze progettuali. Primo, poiché il solare termico è pagato per metro quadrato e non per fattura, i collettori ad alte prestazioni con rese certificate trasformano la stessa superficie di tetto in una dotazione di contributo maggiore. Secondo, la fascia del 100% per scuole e ospedali pubblici rende il solare termico di fatto gratuito per quegli edifici: un segnale per gli appalti che poche amministrazioni pubbliche hanno ancora recepito pienamente.

Chi può presentare domanda e quali certificazioni servono ai prodotti?

Novità della 3.0: le imprese hanno ora accesso, insieme a privati e pubblica amministrazione. Privati e imprese accedono agli interventi di calore rinnovabile (Categoria II); gli enti pubblici accedono inoltre agli interventi di efficienza (Categoria I); pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore (ETS) possono inoltre prenotare i fondi in anticipo tramite la via della «prenotazione», e le imprese devono presentare una richiesta preliminare al GSE prima di iniziare i lavori.

I requisiti di certificazione sono rigorosi e specifici per prodotto:

  • I collettori solari termici devono essere certificati UNI EN 12975/12976 con Solar Keymark e rispettare i requisiti minimi di resa stabiliti nelle Regole Applicative. I produttori che pubblicano i dati completi delle prove Keymark, tra cui la gamma di collettori Wunder di Solimpeks, soddisfano automaticamente gli obblighi documentali.
  • Le pompe di calore devono superare i minimi di efficienza stagionale del Regolamento (UE) 813/2013, con soglie SCOP superiori all'Ecodesign per classe di taglia stabilite nelle Regole Applicative.
  • Collettori ibridi PVT: il Conto Termico ha storicamente trattato i collettori ibridi negli allegati sul solare termico: confermi il trattamento esplicito del PVT nelle Regole Applicative CT 3.0 attuali su gse.it prima di basare un progetto su di esso.

Come si presenta domanda tramite il Portaltermico del GSE?

A differenza della maggior parte degli schemi europei, il Conto Termico si richiede dopo il completamento dei lavori:

  1. Verifichi l'ammissibilità e la certificazione dei prodotti scelti (certificato Solar Keymark, dati di efficienza della pompa di calore) prima dell'acquisto: un prodotto non certificato non può essere sanato a posteriori.
  2. Completi l'installazione e conservi ogni fattura, prova di pagamento e scheda tecnica.
  3. Presenti la domanda sul Portaltermico del GSE entro 90 giorni dal completamento dei lavori.
  4. Carichi la documentazione: fatture, prova di pagamento, certificati dei prodotti e dichiarazione dell'installatore. La verifica del GSE confronta i prodotti dichiarati con i loro certificati, quindi conservi insieme alle fatture le schede tecniche del produttore e i documenti Solar Keymark.
  5. Il GSE verifica e paga: un'unica rata se il contributo è inferiore a 15.000 €, altrimenti da due a cinque rate annuali.

Le pubbliche amministrazioni e gli enti del terzo settore possono invece bloccare i fondi prima dell'inizio dei lavori tramite la via della prenotazione, e le imprese devono presentare una richiesta preliminare al GSE prima dell'inizio dei lavori, altrimenti la domanda è inammissibile.

Conto Termico o Ecobonus al 50%: quale scegliere nel 2026?

Non si possono richiedere entrambi per la stessa spesa, quindi ogni progetto si trova davanti a una scelta. L'Ecobonus/Bonus Casa 2026 (prorogato dalla Legge di Bilancio 2026) riconosce il 50% sulle abitazioni principali e il 36% sugli altri immobili, recuperato come detrazione fiscale ripartita su dieci anni, con il calo previsto al 36%/30% rinviato al 2027. Le caldaie esclusivamente fossili, compresi i modelli a condensazione, sono escluse dal 1° gennaio 2025.

FattoreFavorisce il Conto Termico 3.0Favorisce l'Ecobonus 50%
Flusso di cassaUnica rata sotto 15.000 €Periodo di recupero di dieci anni
Posizione fiscaleNon serve alcuna capienza fiscaleRichiede IRPEF sufficiente ad assorbire il credito
Tipo di richiedenteImprese ed enti pubblici (nessuna via di detrazione)Proprietari di casa con capienza fiscale stabile
Livello di sostegnoFino al 65%, in base alla tecnologia50% fisso (abitazioni principali) / 36% (altri immobili)

Per un tipico intervento residenziale di solare termico o pompa di calore in cui il contributo resta sotto i 15.000 €, un'unica rata di solito batte un decennio di detrazioni fiscali. Per le seconde case, detraibili al 36%, l'ago della bilancia si sposta ancora di più verso il Conto Termico.

Quali scadenze e novità seguono?

Il Conto Termico 3.0 non ha una data di scadenza, essendo un meccanismo permanente, ma tre fattori temporali contano per il 2026–27:

  • Il budget annuo di 900 milioni di euro è monitorato; una domanda sostenuta potrebbe indurre aggiustamenti nelle future edizioni delle Regole Applicative.
  • L'Ecobonus scende al 36%/30% nel 2027, facendo del 2026 l'ultimo anno del confronto più generoso: una naturale finestra decisionale per i progetti indecisi.
  • Le Regole Applicative sono ancora in fase di assestamento dopo la riapertura del portale di aprile 2026: dettagli come il trattamento dell'allegato PVT vanno ricontrollati su gse.it al momento della domanda.

L'esclusione delle caldaie fossili è strutturale, non temporanea: ai sensi della EPBD rifusa, gli Stati membri UE hanno posto fine dal 1° gennaio 2025 agli incentivi pubblici per le caldaie a combustibile fossile autonome, e l'ETS2 estenderà il prezzo del carbonio ai combustibili da riscaldamento dal 2028: entrambi spingono i proprietari di edifici proprio verso le tecnologie che il Conto Termico finanzia.

Per il quadro europeo più ampio degli incentivi si vedano gli incentivi degressivi BEG in Germania e il quadro di quali paesi europei offrono incentivi per le pompe di calore nel 2026.

Domande frequenti

Il Conto Termico 3.0 è un contributo o una detrazione fiscale?

Un contributo diretto: il GSE accredita l'incentivo sul suo conto bancario, in un'unica rata quando l'importo è inferiore a 15.000 €. È una cosa fondamentalmente diversa dall'Ecobonus, che è una detrazione fiscale recuperata in dieci anni e richiede una capienza fiscale sufficiente ad assorbirla.

Le imprese possono presentare domanda per il Conto Termico 3.0?

Sì: l'accesso delle imprese è una novità della versione 3.0. Le aziende possono richiedere gli interventi di calore rinnovabile (pompe di calore, solare termico fino a 2.500 m², sistemi ibridi) insieme ai privati, mentre le pubbliche amministrazioni accedono anche agli interventi di efficienza e a una via di prenotazione dei fondi.

Il Conto Termico è cumulabile con l'Ecobonus?

No: i due non sono cumulabili per la stessa spesa. Si sceglie per ogni progetto: il Conto Termico eroga subito il contributo (fino al 65%), mentre l'Ecobonus detrae il 50% (abitazioni principali) o il 36% (altri immobili) dalle imposte in dieci anni fino al 2026.

Quale certificazione serve a un collettore solare per il Conto Termico?

I collettori devono essere certificati UNI EN 12975/12976 con Solar Keymark e rispettare i requisiti minimi di resa nelle Regole Applicative. Le pompe di calore devono superare i minimi di efficienza stagionale del Regolamento (UE) 813/2013. I prodotti non certificati non sono ammissibili e non possono essere sanati dopo l'installazione.

Fonti e approfondimenti

L'autore

Vendite internazionali e sviluppo dei mercati